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23 June 2009 @ 03:39 pm
[Saint Seiya] Notte di Luna piena - Teatro  
Image and video hosting by TinyPic

Titolo: Notte di Luna piena.
Fandom: Saint Seiya.
Coppia: Milo/Camus.
Trama scelta: E.
Genere: Teatro.
Rating: giallo (ma anche verde).
Note: il copione dell’inimitabile dramma (?) che vede i due più amati (almeno per me) cavalieri d’oro in azione. Yaoi, ovvio <3 … e informarsi sui miti siberiani è un’impresa! Òo
Ah! Auguri mamma! Ti dedico questo copione, anche se dubito che t’interessi! xD
Link al set: Qui

 

{Notte di Luna piena}

 

Teatro.

 

|| NOTTE DI LUNA PIENA (Gem) ||

 

Personaggi

 

Milo. Cavaliere d’oro dello Scorpione, amante di Camus.

Camus. Cavaliere d’oro dell’Aquario, amante di Milo.

Il Nemico. Temibile presenza nei pressi dell’ottava casa.

Servi. Curano le case dei Gold Saint, in questo caso quella di Milo.

 

Ambiente

 

Plenilunio. Santuario di Athena, nei pressi di Atene, in Grecia.

 

 

Atto I

 

Scena I

Un Sentiero del Grande Tempio.

 

(Mezzogiorno. Alcuni cavalieri camminano, finché non entra in scena Milo. Osserva il proprio elmo, quindi alza gli occhi e nota Camus, seduto su un muretto. Si sorridono e Milo si avvicina)

 

Milo (sedendosi vicino Camus): ehi. Non pensavo di trovarti qui.

 

Camus: come mai?

 

Milo: ti aveva convocato il Grande Sacerdote.

 

Camus (annuendo): sì, hai ragione, ma non abbiamo avuto un lungo colloquio. Desiderava sapere i progressi dei miei allievi.

 

(Milo ripone il proprio elmo sul muretto. Poggia il capo sulla spalla di Camus, gioca con una ciocca di capelli e infine la lascia ricadere sulla spalla del compagno. Quindi gli sfila l’elmo e lo posa sul muretto, vicino al proprio)

 

Milo: questa sera la Luna sarà piena. Devi tornare in Siberia subito?

 

Camus (abbozzando un sorriso): no. Partirò domani.

 

Milo (carezzandogli una coscia): allora Milo dello Scorpione ti invita formalmente a cena, Camus dell’Aquario. Accetti, Maestro dei Ghiacci?

 

Camus (cercando le labbra di Milo): certo, velenoso custode dell’ottava casa…

 

(Milo sfiora le labbra del compagno, ma si ritrae non appena Camus tenta di approfondire il bacio. Nasconde una smorfia di soddisfazione, alzandosi)

 

Milo: conserviamo tutto per questa sera, agapi mu

 

(Camus afferra i fianchi dell’altro, lasciando scorrere le labbra sul suo pettorale dorato. Quando giunge alla vita, gli lancia un’occhiata complice e si alza)

 

Camus: sì, Milo. 

 

 

Scena II

Casa dello Scorpione, ingresso.

 

(Splende la Luna piena. Camus arriva nel palazzo)

 

Servo 1: nobile Camus… Milo dello Scorpione vi attende trepidante…

 

Milo (raggiungendo il vestibolo): Camus, sei arrivato. Hai visto che splendida Luna?

 

Servo 2: signor Milo, con permesso io e il mio compagno ci ritiriamo…

 

Milo: vi congedo sino a domani mattina. Potete anche lasciare il mio palazzo. (poggia una mano sulla spalla di Camus) Vieni, Camus. Ho preparato una cena che non ti deluderà.

 

 

Scena III

Casa dello Scorpione, sala da pranzo.

 

(Entrano Milo e Camus)

 

Camus: mh, candele…? Temo che questo plenilunio ti abbia condizionato, Milo.

 

Milo: tutte le civiltà hanno da sempre ammirato il candore della Luna piena. E quante leggende sono sorte sull’astro più bello che esista!

 

Camus: il simbolo della femminilità, sì. Non potremmo cambiare argomento?

 

Milo: no. Parlami della Luna in Siberia. Come viene vista?

 

Camus (sedendosi al tavolo): oh, è molto diversa da quella che si vede in Grecia. Anziché argentea è rossa, ha due arance come occhi e ogni tanto si veste d’azzurro… i miei allievi ne hanno paura, davvero.  

 

Milo: immagino che scenda sulla Terra per rubare bambini.

 

Camus: bravo, come l’hai capito?

 

Milo: eh, sull’isola di Milos rubava mucche. Forse è cleptomane.

 

(Camus trattiene un sorriso, Milo avvicina un carrello con il cibo)

 

Camus: in realtà, in Siberia vi sono ancora degli sciamani che professano il culto della Luna. Seppur vaghino per i boschi e le lande solitarie in completa solitudine, non si spingono mai fino a Kobotek. Credono che sia un luogo infausto, perché si racconta che vi siano morte parecchie persone misteriosamente.

 

Milo: non mi stupisco. A Kobotek si sono sempre allenati i guerrieri delle energie fredde come te, chissà quanti ne sono morti…

 

Camus (riflettendo): ma… una sera di qualche settimana fa uno sciamano, il primo in assoluto, è arrivato alla nostra porta. E’ stata un’esperienza tragicomica e singolare.

 

Milo: tragicomica? Racconta, ti prego! (serve da mangiare e si siede) Che è successo?

 

Camus: mi trovavo davanti la stufa, all’ingresso, sulla poltrona che di solito occupi tu. (alza un sopracciglio) Quando l’uomo ha bussato, Hyoga ha aperto e chiesto cosa volesse… dato che dalla porta si riesce a vedere solo il retro della poltrona e la testa di chi vi è seduto, cosa ha mai potuto gridare quello sciamano notando questi miei capelli? “Un demone, un demone! Bruciate il demone!”… ha preso Hyoga per un braccio ed è riuscito a trascinarlo fuori di casa, perché non ha opposto resisten…

 

(Un rumore – la scenografia lo produrrà rimuovendo la corteccia da un albero – interrompe il cavaliere. Milo lancia un’occhiata disinteressata fuori dalla finestra, Camus stesso non si preoccupa)

 

Camus: dicevo, ha trascinato fuori casa Hyoga. Isaac gli è corso incontro, quindi sono uscito anch’io per controllare. Non temevo per l’incolumità del mio allievo, controlla già molto bene le tecniche del ghiaccio, ma per quella dell’uomo. Nei pressi della casa il terreno è accidentato e nella corsa si sarebbe potuto ferire.

 

Milo (scuotendo la testa, divertito): poveri sciamani. La loro vita è così complicata.

 

Camus: non pago della sua esibizione, mi ha lanciato una “pozione” sulla testa invocando la Luna. Ha lasciato Hyoga e si è allontanato come un forsennato, gridando che aveva purificato il villaggio di Kobotek. Spero proprio che scherzasse: ricevere visite da sciamani e ritrovarsi i capelli unti e appiccicosi non è per nulla piacevole.

 

Milo: i tuoi capelli, no! Di che “pozione” si trattava?

 

Camus: dall’odore sembrava placenta di renna.

 

(Milo esita prima di portarsi la forchetta alla bocca. Camus socchiude gli occhi e continua imperterrito la propria cena)

 

Atto II

 

Scena I

Casa dello Scorpione, androni privati.

 

(Si sente un rumore di baci, ma le luci si alzano e si nota Camus che rimane appoggiato ad una colonna, disorientato. Milo, che prima lo reggeva, corre ad una finestra)

 

Milo: Camus… guarda! La Luna sta occultando Antares! Usciamo in terrazzo!

 

Camus (sistemandosi i capelli): occultazione di Antares… tu riesci a scorgere l’occultazione di Antares mentre mi baci al buio, dietro una colonna, ad occhi chiusi…

 

Milo: tu ami l’astronomia, Camus. E ho pensato che anticiparti sarebbe stata una bella sorpresa.

 

Camus: … nell’unica notte che trascorriamo insieme dopo mesi.

 

Milo: sì.

 

Camus: … sì.

 

Milo: allora, usciamo?

 

Camus: vedi Milo… hai proprio ragione. L’occultazione di Antares, come ho potuto non pensarci. Non possiamo perdere un evento così importante!

 

(Escono)

 

 

Scena II

Terrazzo dell’ottavo tempio.

 

(Camus e Milo osservano la bella Luna che copre la stella rossa Antares)

 

Milo: che spettacolo meraviglioso…

 

Camus: sì.

 

Milo: possiamo tornare dentro, adesso.

 

Camus: ma no.

 

Milo: Cam… ormai Antares è stata occultata, possiamo andare dentro casa…

 

(Camus mormora qualcosa a proposito di nane bianche)

 

Milo: d’accordo, Cam, stavo cercando di resisterti il più possibile. Ho appurato che non supero nemmeno i cinque minuti.

 

Camus (guardandolo impassibile): resisti ancora e goditi il cielo.

 

(Rumori: il regista propone graffi di unghie sulle pareti, ma sarà difficile trovare un volontario)

 

Milo: l’hai sentito anche tu? Cos’è stato?

 

Camus: forse lo sciamano è arrivato sino in Grecia.

 

Milo: … con la placenta? (si porta una mano alla bocca, nauseato) Dai Camus, andiamo a controllare…

 

Camus: pensi che sia davvero lo sciamano? Oh, ma certo. La Luna piena ti fa diventare matto.

 

Milo: seriamente, Camus. Non vorrei che qualche guardia ci stia… spiando.

 

(I due si guardano a lungo. Si allontanano dal terrazzo)

 

Atto III

 

Scena I

Scalinata fra l’ottava e la settima casa.

 

(Camus sale e scende le scale, piuttosto innervosito. Arriva anche Milo)

 

Camus: qui non c’è nessuno.

 

Milo: ho controllato attorno al palazzo. Non ho trovato nulla, ma sento che qualcuno o… qualcosa… si trova proprio qui, vicino a me!

 

Camus: io.

 

(Rumori: rovesciare barattoli di latta vuoti)

 

Milo: no, l’artefice di questo trambusto! (afferra Camus per un polso e lo trascina verso casa) Non c’è tempo, dobbiamo combattere!

 

Camus (fermandolo): basta, me ne vado. Buona notte Milo, buona caccia al licantropo.

 

Milo: licantropo… ?

 

Camus: no, sciamano, così ti fa più impressione. Mi auguro proprio che sia uno sciamano siberiano venuto qui per te con pozioni alla placenta di renna e testicoli di caribù. Buona notte.

 

Milo: ah! Camus, come puoi dire simili cattiverie?! (lo abbraccia) … povero caribù!

 

(Si ode un verso animalesco)

 

Milo: hai sentito?! Dobbiamo cercare il responsabile. Per il bene di Athena!

 

Camus (sospirando): promettimi che non dirai più una sola parola su sciamani, licantropi e caribù. Promettimelo. Torna il Milo serio. Poi cercheremo di risolvere questo enigma.

 

Milo: oh, certam…

 

(Altro verso animalesco)

 

Milo: … è il lamento di un caribù castrato!

 

Camus: buona notte.

 

 

Scena II

Casa dello Scorpione, ingresso.

 

(Camus tenta di oltrepassare il palazzo dello Scorpione, ma Milo gli si pone davanti)

 

Milo (cercando di abbracciarlo): scusa. Andiamo in came…

 

(Ancora rumori di origine indefinita)

 

Milo: proviene dall’esterno!

 

Camus: all’esterno non c’è nulla. Siamo appena rientrati.

 

Milo: Camus… non ho controllato la boscaglia verso il palazzo del Sagittario. Andiamo e diamo un’occhiata. Se non troviamo nulla, ci chiudiamo in camera e parliamo di stelle rosse, nane bianche, qualunque cosa vuoi! Anzi, parliamo di Isaac e Hyoga, di Aiolia che cammina, di Aldebaran che respira…

 

Camus (camminando verso l’uscita): troppe parole.

 

Milo: è un sì? (gli prende la mano) Sai come definirei questa nottata?

 

Camus: stomachevole?

 

Milo: no… terrificante. La Luna piena, col suo fascino, la sua aura di mistero, riesce a suggestionare ancora gli uomini!

 

(Camus è infastidito. Escono dal palazzo)

 

 

Scena III

Boscaglia fra l’ottava e la nona casa.

 

(Camus si siede su un tronco reciso. Milo inizia ad estirpare arbusti)

 

Camus: ti ringrazieranno.

 

Milo (calpestando erbaccia): chi?

 

Camus: coloro che sono incaricati di curare la flora al Santuario. (riflette) E gli sciamani.

 

Milo: Camus… ! Ma sei tu ad aizzarmi!

 

(Nessuna risposta. Nuovo rumore, sempre più vicino)

 

Milo: è la! (indica un tronco) Ne sono certo!

 

(Camus, divertito dalla situazione, si alza e osserva ciò che indica Milo)

 

Camus: è il tuo momento, valoroso Scorpio. (gli bacia la guancia) Puniscilo per me.

 

Milo (sogghignando): infliggerò all’impudente nemico un’esemplare punizione. Sta’ a vedere, nobile Aquarius.

 

(Si avvicina al tronco. Allunga la mano…)

 

Camus (sempre più divertito): lo sciamano! Lo sciamano!!!

 

Milo (sobbalzando): dove? Dove?!

 

(All’improvviso una feroce bestia salta via dal tronco)

 

Milo (afferrandola prontamente): eccoti qua! Ma… ma è uno scoiattolino impaurito! (scoppia a ridere)

 

(Camus scuote la testa, mentre Milo carezza la testa dell’animaletto)

 

Milo: vuoi toccarlo?

 

Camus: no. (si volta) Speravo che fosse uno sciamano esaltato, ma evidentemente uno scoiattolo è molto più interessante. Giocaci pure, mentre io mi andrò a distendere sul tuo morbido letto, in compagnia di cuscini e dei miei capelli che furono un tempo unti da placenta di renna…

 

(Milo lancia via lo scoiattolino e si getta alle spalle del compagno, abbracciandolo sorridendo. Anche l’altro si lascia andare ad un sorriso e lo bacia, sotto lo splendido scenario del plenilunio primaverile. Si alzano le luci dalla parte opposta ai cavalieri)

 

Scoiattolo (apparendo): sttt! Ero io lo sciamano siberiano… muahahah! (ghigna selvaggiamente)

 

(Abbassare tutte le luci e si chiude il sipario. Sono graditi applausi!)

 
 
Mi sento: angry
 
 
 
 

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